
LE CRITICHE – Mancuso, ormai ex consigliere M5S, non è l’unico preoccupato che in Municipio le informazioni sullo stadio non arrivino. Altri consiglieri di maggioranza sono sul piede di guerra. E per capire che aria tira basta immaginare che erano presenti anche gli ambientalisti che hanno ribadito per l’ennesima volta che «il progetto non funziona e produce congestione su vasta area». I più in agitazione, però, sono i grillini. Dice uno di loro, Vincenzo Maisano: «Perché questo studio è stato commissariato?». Gli fa eco Roberto Tranquilli: «Sono stati fatti studi di flussi di traffico adeguati?». E un terzo, Giulio Corrente: «Continuano a emergere criticità che già da tempo sono state evidenziate da tutti». Ultimo, Raffaele Di Nardo: «Trasporti e stadio sono legati, gli studi migliori sono pervenuti dalle intercettazioni». E Mancuso a quel punto ha ribattuto così: «L’unico studio è della Eurnova, società proponente». Alla fine, Mancuso lascia M5S. «C’è un problema di democrazia interna», riferisce la Grancio che insieme a Mancuso frequentava il tavolo di lavoro sull’Urbanistica in cui il M5s maturò la contrarietà al nuovo stadio della Roma. Mancuso rimane contrario allo stadio e come lui almeno altri tre consiglieri rimasti in maggioranza hanno forti perplessità. Insieme all’abbandono di Mancuso la maggioranza M5S ha vissuto un altro strappo importante: il consigliere Paolo Barros, professione insegnante, che ha criticato il decreto Sicurezza, è stato spostato d’imperio dalla Commissione Scuola a quella Urbanistica pur ammettendo lo stesso consigliere di «non sapere nulla in materia». «Sono giorni agitati e non mi stupirebbe se finisse come all’VIII Municipio: la giunta cade e le decisioni urbanistiche vengono centralizzate», osserva Grancio.










