
Un minimo risultato l’ha portato solo Maxi Lopez, quello che si porta una lavatrice sulla schiena. Quando non si hanno grandi motivazioni di classifica è difficile giocare bene. Con Mihajlovic in particolare, visto che il tecnico serbo vive di entusiasmo e grinta. L’unico a cavarsela, ieri sera, è stato il giovane Lukic a centrocampo. Molto male la coppia di centrali difensivi De Silvestri-Moretti, ma questo passa il convento. Un anno fa c’erano Glik e Maksimovic. La Roma ha chiuso la pratica in 17 minuti. Prima con Dzeko, in gol per l’ottava partita di fila, e poi con Salah, che ha segnato e colpito un clamoroso palo. Con il rientro dell’egiziano l’attacco della Roma è molto più incisivo. Lo spazio per Perotti e El Shaarawy si è molto ristretto, ma c’è poco da discutere: la coppia Dzeko-Salah vale Higuain-Dybala. A fare quaterna ci hanno pensato Paredes, con un bel tiro di controbalzo da fuori area, e il solito Nainggolan (sette gol in campionato, a segno per la terza giornata consecutiva) su assist di Totti, entrato nel finale. Commovente il numero 24 sulla manica portato da tutti i romanisti, che nel pomeriggio erano passati in massa a Villa Stuart da Alessandro Florenzi. Un gesto sincero, che fa capire l’importanza del gruppo. Giovedì sera, dopo il 4-0 a Villarreal, spazio al turnover in vista di Inter-Roma. Manolas e Strootman, che erano diffidati, hanno gestito bene il compito. A San Siro ci saranno.










