
LA PRESSIONE – Il capitano si schiera a favore di Spalletti ma paradossalmente non fa altro che aumentare la pressione sulle spalle del tecnico che ora, oltre all’invito pubblico di Pallotta («Dipende soltanto da Luciano») e di De Rossi, ha anche quello del calciatore più rappresentativo della storia del club. Visto che però, come ama ricordare un proverbio arabo, «chi scava un fosso con la malignità, poi ci finisce dentro», meglio limitarsi a considerare che qualora Totti volesse dare seguito alla sua carriera («Tra un anno potrei essere nella dirigenza della Roma, ancora sui campi a giocare, oppure potrei decidere di fare il procuratore e cercare nuovi campioni») – diventerebbe per l’allenatore un ulteriore motivo di riflessione. Inutile girarci intorno: la gestione dell’icona non è stata semplice. Palermo docet. Intanto se il rimpianto più grande per Totti rimane «non aver vinto la Champions» e il gol più bello «quello che ci ha regalato lo scudetto», il gossip è in allerta: «Con Ilary stiamo pensando al quarto figlio, ce lo ha chiesto Cristian, vuole un altro maschio».










