
Meglio una scrivania, meglio Trigoria. Ma poi passano le settimane e i mesi e ti accorgi i due ruoli possono convivere. Che il Totti che studia con Monchi è lo stesso Francesco che per il mondo gira davvero. E l’eco delle sue parole, delle sue foto, semplicemente delle sue giornate risuona forte. Che sia a titolo personale o della società poco importa, se vale il principio di cui sopra. Da agosto a dicembre fanno cinque mesi in cui l’ex capitano è stato due volte ai sorteggi di Champions League, una a Dubai a ritirare il Globe Soccer Award, un’altra a Tbilisi per un match di beneficenza organizzato da Kaladze, un’altra ancora a Riyad invitato da un emiro che voleva festeggiare la qualificazione dell’Arabia Saudita ai Mondiali. Ambasciatore che non porta (più) pena.










