
Si ritorna sempre lì. Spalletti ha provato a «rinnovare» Francesco dicendogli che con la firma dell’uno arriverebbe anche quella dell’altro, per continuare ad ossessionarsi insieme: «Ho il rimpianto di non aver vinto la Champions. Non so perché l’allenatore dice così, ma una domanda gliela vorrei fare: che firmo a fare se non gioco? Scherzo, Luciano è fortissimo e spero che resti: conosce l’ambiente, può far vincere la Roma». Anche papà Enzo ci resta male quando lo può ammirare solo in panchina: «Gli dispiace che non mi vede come 5 anni fa e anche a me». Quando Costanzo lo stuzzica e invita Spalletti a farsi un esame di coscienza, Totti non cade nel tranello: «Io non me la prendo, rispetto ogni scelta che fa il tecnico». La storia del «piccolo uomo» rivolto da Ilary a Spalletti e le frecciatine appartengono al passato, lo stesso allenatore ha scelto di tenere i toni bassi quando il numero 10 ha preferito non entrare a gara in corso perché un po’ acciaccato: «È un tasto dolente, preferisco non dire niente». Il capitano tiene invece la bocca cucita sul futuro, con Pallotta non ha avuto modo di parlarne, ma in tv lancia indizi di addio che un anno fa non esistevano: «A fine anno mi scade il contratto e dovrei smettere. Tanto io già so quello che vorrò fare e lo farò». Oggi ha in agenda allenamento in mattinata e amichevole con la Primavera alle 15.30, un domani sempre più prossimo il campo lo vedrà da un’altra prospettiva.










