
L’ANALISI – Ieri la Roma ha vissuto due partite diverse. Bella e intensa nel primo tempo, la squadra si è poi afflosciata. Dzeko ha girato a vuoto fin dall’inizio, Strootman e Nainggolan ad inizio ripresa, fino a trascinarsi dalla metà in poi, tanto che la Roma ha perso compattezza. E se il secondo tempo è finito solo 3-0 per i francesi, il merito è tutto di Alisson e di 4 sue parate fondamentali. Ma è in tutti i livelli individuali che la Roma è parsa senza brillantezza, quasi come la benzina fosse finita in quei primi 45’ giocati ad alto ritmo. Poi la spia è andata sul rosso fisso. «La differenza l’hanno fatta la qualità che loro hanno lì davanti, con estro e spregiudicatezza – dice il tecnico della Roma – Noi siamo questi: quando va bene ci si esalta, in caso contrario non siamo dei caratteriali. Il risultato è pesante, ora dobbiamo cambiare qualcosa e parlare tra di noi se vogliamo ribaltare questa situazione. Nella ripresa dovevamo tenere più palla e alzare di più gli esterni. I cambi? Forse li potevo fare prima, ma quando li ho fatti siamo andati anche peggio. Magari potevo cambiare i due davanti, ma Dzeko mi serviva per far salire la squadra e Salah ha quegli strappi a cui difficilmente rinunci».
RIPARTENZA – Ora allora c’è da resettare tutto e ripartire. «Il mercato di gennaio? Mi aspettavo si potesse far qualcosa di più sotto l’aspetto delle nostre qualità – ancora Spalletti –. Se riusciamo a metterle sul campo, si elimina qualche lacuna. Altrimenti tutto è più difficile. Al ritorno immagino una partita difficile, loro sono bravi a campo aperto. Ma ora dovremo fare anche delle analisi un po’ dure e toglierci questo peso delle sconfitte. Le occasioni per far gol le abbiamo avute, anche più di loro forse. Ma non siamo stati cattivi».










