
Per giocarsi la partita del suo destino Di Francesco aveva deciso di rinunciare all’evanescente Schick per cercare di rinforzare almeno la difesa, già messa sotto accusa per i troppi gol presi. E dunque ennesimo modulo di stagione (3-4-1-2), attacco giovanissimo con Zaniolo (19 anni) falso nueve, Ünder (21) a destra e Kluivert (19) a sinistra, mentre dietro difsa a tre più i due soliti terzini (Florenzi e Kolarov) sugli esterni. La stessa impostazione difensiva del Genoa di Prandelli, che ancora non ha stravolto la vecchia squadra e punta più che altro a un consolidamento della fiducia. E infatti la Roma non è apparsa, almeno inizialmente, né più brillante e risolutiva in attacco, né più com- patta e chiusa in difesa, dove pure presentava i giocatori più esperti. E i 5 gol successivi dimostreranno che quest’anno il campionato è un giro interminabile sull’ottovolante.
Il Genoa partiva meglio, con più decisione fino ad arrivare al gol di Piatek su clamorosa papera di Olsen (tiro di Hiljemark e palla che passa tra le gambe). E rispondeva ancor meglio e decisamente al gol del pareggio della Roma con Fazio. In meno di due minuti infatti approfittava dell’ennesimo svarione difensivo, con Florenzi che si perdeva Hiljemark e la botta che riportava subito il Genoa di Prandelli in vantaggio. Se la Roma con Kluivert palla al piede (lancio di Kolarov e velo di Ünder), non avesse ripreso il Genoa prima di tornare negli spogliatoi la partita sarebbe diventa- ta l’ennesimo incubo. E comunque su quel filo la partita è continuata, il terzo vantaggio del Genoa (tiro di Lazovic, tocco di Bessa e ancora una brutta papera di Olsen) è stato annullato per fuorigioco al Var, con lo stadio rimasto un paio di minuti buoni in sospeso ad aspettare la decisione della regia. E dal vantaggio virtuale del Genoa si è passati a quello della Roma con la stessa leggerezza, un gol che Cristante si è cercato con un destro potente, triangolando nella maniera più classica possibile con Kluivert. Ancora un gol sbagliato a porta vuota da Ünder, un palo di Cristante e poi per la Roma una lungo cammino di resistenza e di sofferenza per cercare di arrivare stavolta indenne alla fine. Florenzi proprio agli istanti finali spingeva Pandev in area: sarebbe stato rigore, ma è passato in cavalleria. La Roma stavolta non si è lamentata del mancato uso










