
Prelevato da Monchi dall’Istanbul Basaksehir per 13,4 milioni più bonus, l’esterno d’attacco durante il tour negli Stati Uniti ha stupito compagni e tifosi con prestazioni da calciatore ben più maturo di un ventenne: «Vengo da un campionato simile a quello italiano. Anche da noi si gioca forte, sia in difesa che in attacco e quando è arrivata quest’occasione di trasferimento ho accettato subito. La Roma non è un trampolino di lancio per andare in un club migliore, voglio essere un giocatore amato dai tifosi romanisti e dai dirigenti».
E magari prendere esempio da un campione come Francesco Totti: «L’ho conosciuto quando sono arrivato qui, mi è dispiaciuto che abbia lasciato il calcio, mi sarebbe piaciuto giocare con lui per imparare». L’unico problema è la lingua, Cengiz non conosce l’inglese, parla solo il turco ed è seguito sempre da un interprete: «È un disagio, ho iniziato a prendere lezioni. Con Di Francesco parlo a gesti e riusciamo a capirci, ma le cose cambieranno». E a proposito degli allenamenti del tecnico: «Qui facciamo le doppie sedute, in Turchia non accadeva. Andiamo anche molto in palestra, inoltre c’è tanta disciplina». Prima di prendere la parola, Under è stato presentato dal direttore sportivo: «Era richiesto da molti club importanti soprattutto inglesi, ma la sua volontà ha fatto la differenza. Ringrazio il presidente che mi ha dato fiducia nell’acquistarlo».










