
ESIBIZIONE – Stasera faranno su e giù per il campo, tutti ci tengono a fare bella figura e a vincere e sarà notte di festa, con uno stadio senza steward e con la sicurezza affidata al Csi, perché si tratta di esibizione e non evento sportivo. Solidarietà al primo posto, calcio pure, e allora l’occasione è buona per parlare di quello che sono oggi Roma e Lazio. Inizia Cafu: «Spero che la Roma possa arrivare il più in alto possibile, anche se penso che Sarri abbia ragione a dire che la Juventus è di un altro pianeta».
NESSUN TAPPO – Di un altro pianeta sembra essere anche Francesco Totti, che Sabatini qualche giorno fa ha definito un tappo che frenerebbe la crescita dei giovani. Cafu sorride: «È il più esperto, il campione, il leader, non credo sia un tappo: se il fuoriclasse è lui, bisogna parlarne come un esempio, proprio perché ha 40 anni». Tra i giovani che dovrebbero prendere esempio da lui c’è Gerson: «Dategli tempo. Bruno Peres? È bravo, ma adesso lo deve dimostrare in una squadra di punta, mentre Alisson è bravo, arriva da un club importante».
IL RUOLO DI JUAN JESUS – Di Juan Jesus ha parlato invece Pluto Aldair, che è stato categorico: «L’ho visto giocare a sinistra, ma credo che debba essere impiegato al centro. Deve migliorare lui e deve migliorare anche la Roma, che non sta facendo delle grandi partite». E la prossima a Napoli sarà più complicata: «La sosta credo sia stata utile, Spalletti, che sta gestendo benissimo Totti, ha avuto tempo per lavorare. Secondo me, sul piano del gioco, il Napoli è l’anti Juve, ma vedremo come si comporterà senza Milik».
FORZA SIMONE – Oggi Aldair riabbraccerà Totti, El Shaarawy, Nainggolan e gli argentini, mentre in mattinata Immobile e Felipe Anderson andranno a far visita a tutti i campioni del passato. Tra loro Sergio Conceiçao: «Sono qui con il cuore, perché quello che è successo ad Amatrice ha colpito tutto il mondo. Poi con la Lazio ho vinto, per me è ancora più speciale tornare a Roma». E ritrovare il suo vecchio amico Inzaghi: «Sono contento che Simone sia l’allenatore della Lazio. C’è qualche giocatore interessante, come Immobile, Anderson, che però non è bravo quanto me (e ride, ndr) e Keita. I calciatori per essere competitivi ci sono, anche se vincere è un po’ più difficile». L’importante è non avere rimpianti, anche se qualcuno Conceiçao ce l’ha: «Il primo anno, quando perdemmo lo scudetto fu veramente triste. Ma anche il quarto di Champions perso contro il Valencia è stato duro».










