
Lo sa bene chiunque si sia affacciato durante le ultime due settimane al Forte Village Resort, una specie di città-villaggio nel sud della Sardegna, 700 metri dal centro di Santa Margherita di Pula e stanze base da 790 euro a notte. A leggere i nomi dei frequentatori degli ultimi dieci giorni, verrebbe fuori una formazione competitiva, allenata da Allegri, pure lui in loco: difesa con Maggio, Benatia, Criscito e Mario Rui, centrocampo con Marchisio, Pjanic, Matic e Kolarov, in attacco la coppia Insigne e Cassano: inseparabili davvero, insieme alle mogli Jenny e Carolina, pure in bicicletta. Come da foto postata su Twitter. Perché per loro e per molti altri le vacanze diventano un modo per lavorare alla propria immagine. Il vero lavoro del calciatore in vacanza.
Il “Forte” diventa il teatro di partite di calcetto, padri-calciatori contro figli e amici — con inevitabile vittoria dei più giovani. Oppure il luogo dei segreti incontri di mercato, con andirivieni di procuratori e dirigenti. Ma quel che resta sono le foto postate sui social dai calciatori o dai loro familiari e amici. E così, per vedere tutti insieme in campo Ibrahimovic e Messi, Cristiano Ronaldo e Verratti, Belotti e Borriello, c’è un solo posto al mondo, e non è né Cardiff né il Camp Nou, ma la spiaggia di Ibiza. Dove si parla soprattutto di calcio, se persino i locali più alla moda — e più frequentati — sono di proprietà di procuratori sportivi. Proprio Verratti, accompagnato dall’agente Di Campli e in costante contatto con Barça per ragioni di mercato, ha dato spettacolo in una partita di calcetto ad altissimo tasso tecnico insieme agli amici Ibra, Pastore, Maxwell, e ai giovanissimi azzurri Orsolini e Favilli: match improvvisato ma non troppo, a cui gli spettatori potevano assistere gratis.
E documentato via social dai più giovani del gruppo, a cui di giocare con campioni simili dopo una stagione di serie B non sembrava vero: una sorta di aggiornamento professionale. Perché poi, più del mare e dei cocktail il vero intrattenimento dei campioni resta il pallone. A Mykonos, dove Totti e Ilary ballano accanto a Nainggolan e signora incrociando i passi con la star olandese van Persie, per poi “allenarsi” prima a calcio e poi in sessioni fiume di paddel tennis. Stesso mare di Mertens e Théréau, che poi si sfidano in bicicletta sulle stradine dell’isola greca. E ogni spiaggia diventa un campo da collezione di talenti sportivi, tutti o quasi concentrati in queste zone, quasi a evitare crisi d’astinenza dall’ambiente. Come nei tornei di foot volley organizzati dall’eterno Bobo Vieri a Cervia dopo aver propagato la mania l’estate scorsa dalla “sua” Formentera. Nella stessa spiaggia romagnola si incrociano pure Inzaghi e Di Vaio: ex bomber diventati allenatore e dirigente e senza più procuratori dal portafoglio gonfio di proposte indecenti a ronzargli intorno. Ma ancora aggrappati alla tradizione — o necessità — di trasformare la loro vacanza in un piccolo, ma molto social, angolo di serie A.










