
TEMPI E MODI – Risultato ufficiale dell’incontro? Tutto in queste parole di Minniti che valgono un mandato a Gabrielli nel «costruire un percorso che consenta, in tempi ragionevoli, il superamento del sistema divisorio, al fine di poter fruire, in condizioni di sicurezza, delle manifestazioni sportive in forma più ampia e serena. La misura straordinaria presa nel giugno 2015 che ha prodotto finora risultati positivi sotto il profilo della sicurezza». Traduzione dal politichese: per «superamento» s’intende la rimozione totale delle barriere, non una soluzione intermedia che pure era stata ventilata come ipotesi (abbassamento dei pannelli e/o rafforzamento del numero degli steward). «I tempi ragionevoli» non sono stati ufficialmente fissati – le modalità fanno parte di una dialettica successiva tra Gabrielli e il questore di Roma – ma certamente le barriere non saranno rimosse prima del derby del primo marzo. E molto difficilmente prima di un periodo che in calendario propone sfide tipo Roma-Napoli e la stracittadina di ritorno di Coppa del 4 aprile. Scontato ricordare – filtra dal Viminale – che il comportamento degli ultrà, dentro e fuori l’Olimpico, sarà decisivo per il raggiungimento del risultato finale. Ma ecco qui servito il paradosso della faccenda: gli esponenti più caldi del tifo giallorosso – al contrario di quelli biancocelesti, che all’Olimpico sono già tornati – non rientreranno allo stadio nelle prossime sfide. Di più. Per Lazio-Roma del primo marzo è probabile che la curva sud torni a popolarsi sì, ma in stile Roma-Cesena, ovvero senza gli ultrà, tra i quali è in corso una dialettica profonda sul da farsi una volta che le barriere saranno rimosse: tornare o tenere il punto su altre questioni, leggi le multe per il cambio posto? La sensazione, anzi la certezza è che se ne parlerà ancora a lungo. Già da oggi, con l’ufficialità dell’orario del derby di Coppa.










