
L’accostamento alla sfida di domenica testimonia umori diversi nei due campi. Non ha entusiasmato la sofferta vittoria romanista sul Pescara terzultimo della classifica coni consueti cali di tensione che tanto fanno arrabbiare Luciano Spalletti, tuttora alla sofferta ricerca di una inversione di tendenza. Il minimo scarto con il capolavoro balistico di Milinkovic-Savic ha consegnato ai laziali tre punti fondamentali a Palermo, guadagnati per altro senza la minima sofferenza. Una volta accettato che i derby sfuggono a qualsiasi pronostico, la sola certezza dello scontro di domenica è la mancanza di una squadra realmente favorita, ruolo che per altro è tradizionalmente poco gradito, chiunque ne sia il destinatario. Conforta entrambe le schiere del tifo un dato di fatto innegabile, la qualifica di «vertice» che la classifica suggerisce con più forza ora che la Juventus ha dilapidato metà del suo tesoretto ed è alle prese anche con problemi di infermeria ai quali dover far fronte. Peccato soltanto che il solito problema dell’ordine pubblico neghi il tutto esaurito che un derby reso così esaltante dall’alta classifica non abbia il conforto del «no-betting» che l’ importanza dell’evento avrebbe meritato. Ma questo purtroppo, è un problema che con il quale il tifo romano dovrà confrontarsi ancora a lungo prima che il comune buon senso possa restituire la normale agibilità al maggiore impianto della capitale.










