
In realtà, il livore sempre maggiore con il quale Berdini si scaglia contro il progetto della nuova casa giallorossa rischia solo di affrettare la sua prematura uscita dalla Giunta. Per la quale, secondo quanto circola a Palazzo Senatorio, il problema è solo la mancanza di un credibile nome alternativo, visto che quello di Emanuele Montini, di Italia Nostra, rischia di scontare resistenze interne al Movimento. Le voci di corridoio del crescente malessere interno verso Berdini sia di molti colleghi assessori che di quasi tutti i consiglieri si rincorrono già da un paio di mesi. Gli vengono rimproverate praticamente tutte le decisioni importanti (Torri dell’Eur, Fiera di Roma, Città dei giovani a Ostiense, Piani di Zona) da lui assunte in questi 5 mesi di lavoro. Decisioni che hanno esposto la Giunta Raggi a critiche severe. E in molti digeriscono sempre meno l’atteggiamento di Berdini a metà fra il paternalistico e il professore («29 piccoli fratelli magari inesperti») e le sue intromissioni in materie non di sua competenza come la Metro C. Di certo, le frustate che Berdini ha riservato al vicesindaco Frongia stanno a testimoniare di un clima tempestoso nella Giunta, con Berdini che pare volutamente ignorare le richieste al silenzio ripetutamente rivoltegli dai vertici capitolini. Quasi a voler accelerare la via del divorzio.










