
Una squadra capace di segnare tre gol a chiunque in scioltezza ma anche di prenderli (siamo a 18 reti incassate in 14 gare ufficiali) con la velocità con cui si subiscono i canestri nel basket, il precedente europeo dell’anno scorso a Leverkusen è solo uno dei tanti esempi. E allora il famoso esame “da grande” non è superato neppure stavolta, perché è molto più facile restare concentrati quando affronti Inter e Napoli piuttosto che trovare stimoli in Europa League contro l’Austria Vienna. Ma una squadra vincente si vede in questi momenti e la Roma ancora non lo è. La giusta punizione sarà quella di doversi giocare la qualificazione fino in fondo al girone, quando invece una vittoria ieri avrebbe quasi chiuso il discorso.
Eppure dopo un avvio negativo, sembrava essersi messo tutto in discesa. “Devo essere più cattivo sotto porta“. Due gol di El Shaarawy, uno di Florenzi, un assist di Gerson, altri due di Totti alla sua centesima partita europea in giallorosso, nel torneo dove anche da 40enne può divertirsi. Ma sei ai palloni telecomandati del capitano ci siamo abituati, il lancio del brasiliano per il momentaneo pari giallorosso è la prima “perla” di un talento su cui la società ha scommesso forte.
Dopo 16 minuti di nulla – escluso un bel tiro di Florenzi – la Roma si ritrova sotto, merito del biondo Holzhauser che fa esplodere di gioia il settore dei viennesi. Ma grazie al secondo lancio consecutivo di Gerson El Shaarawy firma subito il pari. La doppia giocata Florenzi-Totti manda di nuovo in porta il Faraone che timbra la doppietta. L’ultima l’aveva segnata 8 mesi fa a Empoli, il capitano lo applaude convinto.
Nella ripresa i giallorossi trovano il gol dell’apparente sicurezza ancora sull’asse tutto romano. A quel punto in campo c’è già Salah al posto dell’altro egiziano, Spalletti fa rifiatare anche Palmieri che si mette a destra, quindi entra Dzeko per un Iturbe ancora una volta inconsistente e a quel punto inizia l’incubo. Prima Prokop può liberamente caricare il tiro del 3-2, poi su una punizione crossata in area Alisson è troppo passivo, Manolas si addormenta e Kayode trova l’incredibile 3-3 che manda in estasi i tifosi viennesi. Il 3 novembre si replica in Austria, intanto arriva un trittico in campionato tutt’altro che semplice: Palermo e le due trasferte di Empoli e Sassuolo saranno gli ennesimi esami di maturità per una squadra da schiaffi.










