
E proprio per questo si punta sulla Roma-Lido e sulla Roma-Fiumicino, due linee che diventano fondamentali e la cui ristrutturazione interessa tutta la città, anche al di là dei collegamenti necessari per portare i tifosi alle partite della squadra giallorossa. Sempre sul fronte dello stadio, un altro aggiornamento è arrivato nei giorni scorsi da Unicredit, che, come ha anticipato Repubblica, non costruirà il suo quartiere generale in uno dei tre grattacieli previsti nella “cittadella” che sorgerà accanto all’impianto. Non solo, tutti gli sforzi dell’istituto di credito sono ora rivolti alla revisione del piano industriale, ma pesa anche il fatto che il debito che aveva il costruttore Luca Parnasi con la banca è stato ristrutturato ad agosto e, dunque, l’ipotesi della cessione a saldo di uno dei grattacieli è tramontata. Dovrà metterli sul mercato. Intanto sempre Parnasi, proprietario dei terreni di Tor di Valle, volerà a Boston per un vertice con il patron della Roma James Pallotta che avrà di certo come argomento il progetto dello stadio, alla luce delle osservazioni del Comune, ma anche il prossimo, decisivo, appuntamento con la conferenza dei servizi alla Pisana dalla quale uscirà il verdetto definitivo. Nel frattempo l’arrivo del documento del Campidoglio ha fatto più chiarezza sulla posizione del Comune e sembrerebbero smaterializzarsi i timori, sostenuti da diversi boatos che hanno circolato, della volontà di ridurre considerevolmente le cubature con la costruzione di un solo grattacielo e anche della rinuncia alla costruzione del ponte sul Tevere per collegare l’autostrada Roma-Fiumicino.










