
Da capire se sia il meglio in assoluto (Spalletti ha preteso il ritorno del portiere polacco) o il meglio del momento (Alisson ha fatto un buon precampionato, mentre Szczesny si era infortunato seriamente all’Europeo e probabilmente non è ancora al 100%). Anche Edin Dzeko è sembrato in forma, ma la sua presenza non è sicura. In trasferta, Spalletti ha preferito spesso la formula con i tre pesi leggeri (Salah, El Shaarawy e Perotti). Si può rischiare di intristire il bosniaco proprio all’inizio della stagione in cui tutti sperano nel suo riscatto? È anche vero, come dice Spalletti, che ci saranno quattro gare importanti in dodici giorni, ma la Champions è il palcoscenico che affascina di più. Un discorso, però, che Spalletti detesta: «Voi vedete solo il gol o la giocata, ma in una partita i calciatori toccano in media la palla per un minuto, un minuto e mezzo. Io guardo anche a cosa mettono dentro lo zaino della squadra negli altri 89 minuti». Proprio perché servono «almeno venti titolari» è arrivato Bruno Peres (prestito oneroso per questa stagione da un milione, obbligo di riscatto tra dodici mesi per 12,5 milioni più eventuali bonus per un altro milione e mezzo; contratto da 1,4 milioni netti, più bonus, al brasiliano). Con Vermaelen (prestito gratuito) la difesa è stata rafforzata low cost, anche se la Roma si è indebitata per l’anno prossimo. Se andrà avanti, nell’immediato, l’ultimo obiettivo resta Borja Valero.










