
BUFERA – I social vengono presi d’assalto fin dal tardo pomeriggio di lunedì, nelle radio private ieri non si parlava d’altro. Le varie emittenti fanno registrare numeri, tra interazione e diretta, impensabili per il mese di agosto: la gente vuole sapere e ha voglia di dire la propria. La Roma fa parlare il delegato alla sicurezza, Feliziani, la Lazio il neo portavoce Diaconale, ma sono gli interventi dei tifosi i veri protagonisti. Per un padre che dice: «Io mi sento più tranquillo adesso, mia figlia ha 13 anni e la porto in curva», in centinaia sono sul piede di guerra: «Parlano di misure antiterrorismo e allora perché non ci sono nei teatri? A Parigi hanno colpito il Bataclan e hanno provato a colpire uno stadio, è la stessa cosa», dice un ascoltatore romanista, a cui fa seguito un altro: «Mi aspetto gli stessi scanner all’udienza generale del papa in piazza San Pietro».
GLI ESPERTI – I tifosi chiedono chiarimenti continui, le radio provano ad accontentarli sentendo esperti in materia: a Radio Radio, nel pomeriggio, interviene il capo di Gabinetto della Questura, Massucci, che lunedì ha presieduto il tavolo tecnico «incriminato»: «Nessuna schedatura – dice – , noi vogliamo rendere più fruibile lo stadio, tanto che per i tifosi non cambierà nulla. Speriamo di abbattere le barriere (altro argomento caldo, ndr) con un ritorno di civiltà che per ora non abbiamo riscontrato». Tra i tanti tweet di risposta, trova consensi quello di Mauro: «L’ordine pubblico non può essere un alibi per la repressione preventiva del dissenso o il controllo delle masse».
BUNKER – Nel frattempo, a Rete Sport l’ex prefetto Serra dice: «Le nuove norme sono state enfatizzate, si tratta di un sistema già in uso in Europa», mentre a Radio Incontro Olympia l’avvocato Contucci ci va giù duro: «Daspo, biglietto nominativo, tessera del tifoso, tornelli, barriere, ora lo scanner per i rilevamenti biometrici: l’Olimpico non è più uno stadio ma un lager, un bunker oramai inaccessibile». Parole pesanti, che però trovano ampio consenso tra i tifosi di Roma e Lazio, ma anche di altre squadre. Su tutti, il messaggio di un interista: «Speriamo che San Siro non diventi così».










