
Se gli ultras laziali si ritroveranno compatti all’interno della Nord, quelli romanisti diserteranno ancora la Sud, sempre in polemica con le barriere. Alcuni assisteranno al derby in un circolo sportivo sulla Togliatti, dopo essersi ieri presentati in 500 a Trigoria per salutare la squadra. Cori, bandiere e uno striscione gigante, mostrato alla squadra schierata sul campo del “Di Bartolomei”: “Lontana dagli occhi ma non dal cuore. Voi per i 3 punti, noi per l’onore”. Messaggio che Spalletti già in conferenza aveva recepito. «Noi tutti viviamo la settimana nella completa romanità, sia che i tifosi vengano o non vengano allo stadio. Si percepisce che la romanità è uno stile di vita, una seconda pelle che fa lo stesso rumore che farebbe allo stadio». I laziali si sono presentati in quattromila a Formello, giovedì scorso, e Inzaghi vuole vincere il suo primo derby da allenatore. «Non siamo soli – ha detto – Lo abbiamo percepito nelle ultime gare casalinghe.
Lo stadio ci vuole bene e siamo contenti che la Nord sia esaurita». Inzaghi sembra orientato a schierare un 4-3-3, con Milinkovic convocato e pronto ad essere utilizzato in corsa. Attacco confermato con Anderson e Keita, ai lati di Immobile. «Arbitrerà Banti – è perplesso Inzaghi – l’ultimo ad avermi espulso da giocatore in un Inter-Atalanta, e lo scorso anno dalla panchina in Lazio-Inter. Non ce lo aspettavamo perché l’ultimo derby lo aveva fatto lui, ma abbiamo massima fiducia». Fronte Roma: Spalletti sembra deciso a sostituire Salah con un cambio di modulo: 3-4-2-1, con Peres e Palmieri esterni a centrocampo, Perotti e Nainggolan a sostegno di Dzeko. «Ma ho anche Iturbe, El Shaarawy e Totti come opzioni – spiega il tecnico – La Lazio è favorita? Sarà uno stimolo in più». E sulle preoccupazioni legate all’ordine pubblico «È il derby dell’eterno contrasto, in campo e fuori, ma nel calcio non ci sono razze, soltanto un pallone».










