
LA MIRA – Spalletti se lo coccola, consapevole però che tra 5 giorni contro il Porto sarà un’altra musica: «Per Dzeko è importante anche per quello che ha passato ma il suo valore è indubbio. Ha qualità tecniche, fisicità, ha scelta nella giocata. Bisogna che le completi con una caparbietà e una continuità di ricerca ma partire con il piede giusto e avere questa voglia di riscatto è importante. Nella passata stagione ha sempre voluto e cercato di dimostrare il suo valore anche dopo qualche scelta diversa da parte mia. Deve solo continuare a lavorare così». Lucio non lo dice ma la speranza è che Dzeko confermi la tendenza che lo vede nelle squadre nelle quali milita segnare sempre di più il secondo anno. È accaduto al Wolfsburg: 9 reti in 33 gare ufficiali la prima annata, addirittura 36 in 42 presenze la stagione successiva. Il bis in Premier: nel 2011 (gennaio) 21 presenze e 6 reti con il Manchester City. L’anno dopo arriva a quota 19. Una propensione riscontrata anche in nazionale: nelle qualificazioni a Euro 2008 (primi impegni ufficiali con la Bosnia), Dzeko realizzò una sola rete in sette presenze. Nell’appuntamento seguente, le qualificazioni ai mondiali del 2010, 9 gol in 12 partite. A dimostrazione che alle false partenze di Edin, segue sempre una ripresa sprint. Il Porto (che oggi debutta in campionato contro il Rio Ave), è avvisato.
PROVE TATTICHE – Dzeko ma non solo. Perché nel test di ieri, Spalletti ha lasciato a riposo tutti i titolari di Latina e ha schierato il 4-2-3-1. In porta è toccato a Szczesny mentre in difesa con Manolas c’era De Rossi. Mediani Strootman e Vainqueur, alle spalle di Salah a destra, El Shaarawy a sinistra e Ricci al centro, dietro al centravanti bosniaco. All’uno-due di Edin, il Fondi ha reagito procurandosi un rigore con Tiscione, atterrato in area da Szczesny. Il polacco però ha neutralizzato il tiro, rilanciando così la sua candidatura in vista del preliminare di Champions. Dopo il quarto gol di Dzeko, è iniziata la solita girandola di cambi che ha fatto scalare addirittura Torosidis al centro in coppia con Manolas. Il momento degli esperimenti è però finito: «Ora giochiamo 4 partite in 12 giorni e tutti si devono trovare pronti», l’input di Lucio. Martedì si comincia: primo round a Oporto.










