
IL PRECEDENTE – Del resto, Fazio a Roma si era presentato così: «Competere, competere, competere. La parola d’ordine deve essere questa», nella sua prima conferenza stampa in giallorosso. E lui ci ha messo del suo proprio per competere e mettere in difficoltà Spalletti. Esattamente come Yanga-Mbiwa aveva fatto due stagioni fa con Rudi Garcia, facilitati entrambi dall’infortunio del compagno di reparto che doveva essere di fatto titolare (Castan per il difensore francese, Vermaelen per l’argentino). Entrambi, però, erano arrivati a Roma per essere il quarto centrale a disposizione del proprio allenatore ed entrambi hanno poi scalato le gerarchie, diventando a tutti gli effetti titolari. Magari non fissi e non inamovibili, ma titolari sì.
LA COPPIA – Fazio nella Roma attuale è proprio questo e di lui Spalletti sembra non poter fare a meno, almeno per ora. Gara dopo gara ha trovato la chimica giusta con Manolas, diventando sempre di più anche una «coppia». Veloce e marcatore il greco, forte di testa e bravo di piede l’argentino. I due sembrano integrarsi molto bene, tanto è vero che da quando hanno iniziato a giocare insieme (Viktoria Plzen-Roma 1-1) la difesa sembra funzionare molto meglio. E lo dicono anche i numeri, visto che da quella partita lì in Repubblica Ceca Spalletti non ha più cambiato la coppia centrale, subendo sette gol in sette partite. Uno in meno di quelli che aveva subito nelle precedenti 5 gare ufficiali. Di fatto, quindi, con Manolas e Fazio insieme la Roma subisce meno reti (uno a gara, contro l’1,6 delle coppie precedenti). Se sia un caso o meno lo vedremo più avanti. Per ora, però, sembra proprio che non lo sia.










