La Roma non è mai stata così piena. Piena di sé, nel senso più alto del termine, ovvero consapevole di quel che è in grado di fare. Non poteva allora essere più “giusto”, il momento per affrontare il Milan. Perché se pure la Roma condita da seconde linee – nessuno s’offenda, ma tant’è – mette in campo lo spirito e anche la qualità dei giorni migliori, vuol dire che il tecnico ha trovato la chiave giusta per coinvolgere proprio tutti. Anche Ferguson, per intendersi. Pure lo stesso Tsimikas, che può anche tornare al Liverpool nei prossimi giorni ma è sul pezzo fino in fondo. E poi Pisilli. E poi Ghilardi. È come di fronte all’apprendimento di una nuova lingua: oggi la Roma parla il linguaggio di Gasperini in campo. Oggi più di sempre, oggi in maniera più continua che mai dentro la stessa partita.
Ed è uno spogliatoio che adesso ha voglia di salire un altro gradino. L’ha fatto capire lo stesso Gasperini: «In campionato siamo vicini alle primissime – ha detto -, se fossimo capaci di fare risultato con le prime ci sentiremmo ancora più forti. Ma ci stiamo avvicinando». Ed è il messaggio recepito dai giocatori. Inter a parte, che pare giocare un altro torneo, Gasp ha convinto la squadra di potersela giocare con tutti. In questo momento i pianeti a Trigoria si sono allineati: la proprietà che ha investito 52 milioni (e non è finita), il tecnico più convinto che mai, la squadra che risponde sempre presente. Mai come adesso il tecnico può scegliere in ogni reparto: non era così, prima. Non era così la Roma.
FONTE: Il Corriere della Sera











