L’utopia come orizzonte, la furia di mettersi in cammino come unica alternativa alla mediocrità. Alla Roma non c’è altra strada che tentare il percorso del compromesso che quasi mai, nel calcio, porta risultati in poco tempo: vincere puntando sui giovani, ambire al massimo – anche allo scudetto, che per i Friedkin non è una parola proibita – costruendo un team sostenibile nei costi. Anche per questo Gasperini ha accettato di lasciare Bergamo, il porto sicuro, per Trigoria, un mare che talvolta promette tempesta. «Stiamo cercando di tenere i piedi in due staff (…)», ha ammesso alla vigilia della partita contro il Torino, la terza della stagione dopo due ko.
Basta osservare la carta d’identità di gran parte degli acquisti completati nell’ultimo anno e mezzo per intuire la direzione presa dal club: Arena ha 16 anni, Robinio Vaz 18, Ziółkowski 20, Wesley, Soulé e Rensch 22, Ghilardi 23. Questa società di solito testa e poi compra, preferendo prestiti con riscatto ad acquisti a titolo definitivo. L’eccezione è rappresentata proprio dai giovani. Vaz, ad esempio, è stato pagato 25 milioni cash. «Per essere ancora più forti, abbiamo bisogno di migliorare il reparto offensivo con dei colpi come Malen – ha spiegato l’allenatore – Contemporaneamente la società guarda al futuro. L’idea è portare avanti un progetto che possa lasciare qualcosa di concreto. Qualcosa che rimanga e che non venga bruciato ogni anno». (…)
Va da sé che l’ambizioso Gasp, come detto, sia qui per vincere il prima possibile. Anche per questa ragione l’arrivo del ventiseienne Malen (anche lui in prestito con riscatto) lo entusiasma. «È un titolare della nazionale olandese, ha le caratteristiche giuste per noi perché è un centravanti che vede la porta e calcia potentemente con entrambi i piedi. Sono molto felice».
Il numero 14 giocherà subito titolare. Gian Piero ha attribuito la paternità di questo colpo alla proprietà. Lo ha detto chiaramente, tanto che dalle sue parole sembra emergere il fastidio per quelli che lui considera dei ritardi evitabili da parte di chi conduce le trattative: «L’operazione è stata possibile grazie alla presenza di Ryan Friedkin, altrimenti sarebbe stata molto difficile. Massara poi è stato bravo a chiudere, perché era tutto già definito. È stata un’operazione molto veloce. Raspadori? Non ho nulla da chiarire. Ma quando le trattative cominciano a diventare lunghe, spesso poi si complicano. Con Raspadori non ho mai parlato, con Malen sì». (…)
Tornando al campo, Gasperini ha ammesso che gli piacerebbe vedere la stessa Roma di martedì: «Abbiamo rimontato due volte questo avversario… certamente non vorrei lo stesso risultato». Baroni lo ha battuto 5 volte in carriera, eppure i precedenti non lo preoccupano: «Io non credo alle bestie nere», ha ammesso. Una delle note liete, dopo le squalifiche e la Coppa d’Africa, sarà il ritorno della difesa titolare. N’Dicka, dopo il brutto secondo tempo in coppa, è il più atteso: «Da noi serve concentrazione anche nelle marcature, che sono più rigide. È stato via un mese, prima di andar via era notevole». Ziolkowski e Ghilardi stanno crescendo, (…)?
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











