
ROTAZIONI LIMITATE – L’altro elemento utilizzabile, Gerson, Lucio non lo vede (13 minuti in campionato) mentre Florenzi, finché non si è infortunato, gioco-forza ha fatto il terzino destro. Diverso il discorso delle rivali dei giallorossi. Precisazione d’obbligo: non si tratta di confrontare la qualità (che a Trigoria non manca) ma la quantità degli interpreti a disposizione degli altri allenatori che, diversamente da Spalletti, possono permettersi di ruotare maggiormente le loro rose, evitando così di averle in apnea già a novembre (i casi di Nainggolan e Strootman, lasciati a casa dai rispettivi ct, sono emblematici, ndc). Tralasciando la Juventus che in alcuni ruoli, aspettando Witsel a gennaio, garantisce ad Allegri anche triple scelte, l’Inter in mezzo al campo ha sette giocatori: Banega, Joao Mario, Brozovic, Kondogbia, Gnoukouri, Medel e Felipe Melo. Il Napoli, otto: Hamsik, Jorginho, Diawara, Zielinski, Allan, Giaccherini e El Kaddouri, aspettando che venga impiegato con più frequenza il giovane Rog.
Il Milan senza coppe, è partito addirittura con 9 uomini: Bonaventura, Honda, Fernandez, Poli, Kucka, Locatelli, Pasalic, Montolivo e Bertolacci (ora infortunati). Torino e Lazio ne alternano sei, l’Atalanta otto. Un discorso, quello riguardante le rotazioni, che si estende anche all’attacco. La Roma è l’unica delle big a non avere un centravanti di riserva. Se non gioca Dzeko, si cambia modulo. L’accusa di non avere speso, è bugiarda. Lo si è fatto ma male. La panchina di Bergamo, tra Alisson, Iturbe, Gerson e Juan Jesus, si portava dietro quasi 60 milioni di investimenti e, tolto il difensore, appena 50 minuti disputati in campionato. Un lusso, superfluo, da correggere a gennaio con l’arrivo di almeno un paio di elementi, scelti da Spalletti, tra mediana e attacco.










