
IL PESO – Per un ragazzo di diciannove anni non è facile portarsi dietro il fardello di un trasferimento molto oneroso. Gerson è stato pagato 18,9 milioni incluse le commissioni. Deve dimostrare di meritare questa quotazione. Sabatini stravedeva per lui, ma anche gli attuali dirigenti sono convinti che il futuro sia dalla sua parte. Gerson si impegna molto in allenamento, per farsi trovare pronto e capire il calcio di Spalletti. Il tecnico non vuole correre il rischio di bruciarlo, ma per la partita di stasera ha gli uomini contati. E’ arrivato il momento di buttare il giovane nella mischia, davanti ai tifosi giallorossi, che lasceranno semi vuoto l’Olimpico anche stasera: sono previsti circa diciottomila spettatori, compresi duemila austriaci. Sabato l’esordio in serie A nei minuti finali contro il Napoli. Gerson ha partecipato alla festa per la vittoria più bella, il tempo di toccare qualche pallone. Stasera sarà diverso. Dovrà ricoprire il ruolo di De Rossi (che sconta l’ultima giornata di squalifica in Europa), proteggere la difesa e far ripartire l’azione.
CAMBIO DI RUOLO – Entro gennaio si tireranno le somme e Spalletti, che oggi incide molto di più sul mercato, deciderà se è il caso che Gerson abbia la possibilità di andare a giocare con più continuità. Empoli e Crotone lo aspettano, pronte a riservare al brasiliano un posto da titolare. Intanto il tecnico tenta di ricostruirlo tatticamente. Se in Brasile giocava da dieci puro, ma anche da attaccante esterno e falso nueve, nella Roma deve saper vincere i contrasti e rubare il pallone agli avversari. «Vedrete che giocherà parecchio», la profezia di Walter Sabatini prima di lasciare Trigoria. Gerson riuscirà a dargli ragione?










