
In attesa di ammalarsi per colpa di Salah, coloro che hanno una Lupa tatuata sul cuore devono sistematicamente fare i conti con la sagra del gol mangiato. Che, ne converrete, un po’ il fegato lo corrode. E qui l’egiziano c’entra come c’entrano parecchi suoi compagni. Anche contro il Bologna, insomma, la Roma, e non solo nel primo tempo, ha saputo confezionare un sacco, ma un sacco davvero di occasioni per battere Da Costa. Solo che più per via della mancanza di quella cattiveria tanto invocata da Spalletti che per mira storta, il golletto della prima frazione è rimasto isolato. Una rete che ha permesso comunque alla Roma di continuare ad avere il miglior attacco del campionato, dopo l’intrusione di sabato del Torino, ma che è apparso bottino striminzito, troppo striminzito in proporzione a quanto costruito. Il consueto paradosso romanista: attacco super ma fin troppo lezioso. Così, per farsi perdonare gli errori (orrori) precedenti (e forse anche quelli successivi…) e per mettere tutti i compagni al riparo da pericoli e critiche, Salah, come detto, ha firmato la seconda e pure la terza della Roma (nove, nel suo totale stagionale). Facendo aumentare il montepremi dell’attacco di Spalletti e a dismisura pure il timore di squadra e tifosi per il mal d’Africa in gennaio. C’è ancora tempo, e soprattutto occasioni da non sprecare, però prima di sentirsi male.










