
Parole che volevano essere uno stimolo per i compagni da parte di un leader ritrovato, ma che hanno suscitato la risposta piccata di Luciano Spalletti: «Cominciasse lui, non contano solamente i gol ma il lavoro che si fa per la squadra». Una puntualizzazione corretta da parte di un allenatore che deve pensare principalmente al gruppo, forse troppo severa per un calciatore che ha saputo far ricredere tutti quelli che lo avevano frettolosamente etichettato come un bidone, e che domenica vuole conquistare ancora di più il cuore dei romanisti, come in passato aveva fatto con i tifosi del Manchester City. Con la maglia dei «Citizens» Dzeko ha giocato 7 derby contro lo United, realizzando cinque reti e due doppiette, entrambe in trasferta, all’Old Trafford. Una caratteristica, quella della marcatura multipla, che ha una fattore anche psicologico: Dzeko, che in questa stagione ha già realizzato 6 doppiette (una con la nazionale) e una tripletta, è un centravanti che quando prende fiducia diventa inarrestabile e quando le cose vanno male tende a scoraggiarsi. Anche per questo Spalletti cerca sempre di stimolarlo: una strategia che, a giudicare dai numeri, sta dando i suoi frutti.










