
«Non sono così molle, allora scherzi a parte, ho sbagliato una palla, ma fatto il mio e, come dice il mister, sono stato molto cattivo. Pensiamo solo a noi e poi si vedrà». Quattordici in serie A, cinque in Europa League e una (su una gara fin qui giocata) in coppa Italia. Numeri che da soli raccontano la rinascita romanista del centravanti che non intende mollare la Juventus, nonostante ieri non sia arrivato alcun favore dalla Lazio, e il distacco dalla vetta resti virtualmente di un punto (i bianconeri devono recuperare la gara col Crotone). Tra l’altro – mentre dall’altra parte del Tevere i tifosi biancocelesti inondano i social di insulti a Pjanic, che in una foto di esultanza nello spogliatoio dello Stadium tiene la maglietta della Lazio sotto i piedi – di Dzeko fanno impressione i numeri realizzativi, ma, ancor più indicativi, sono quelli legati alle presenze: ventinove, fino a questo momento, con solamente una gara europea saltata.
Spalletti, tra bastone e carota, lo fa quindi giocare sempre, ricostruendo gli equilibri della sua Roma sulle spalle del centravantone. Si gode la vittoria sul Cagliari, la tredicesima consecutiva in campionato (14 se si conta il derby) – con il record della squadra di Testaccio degli anni ’30 eguagliato – il dg Baldissoni, che però, prima della gara, si era soffermato a parlare di mercato. «Se ci sarà un’opportunità per migliorarci, la coglieremo. Noi siamo già forti, per questo non abbiamo ancora fatto niente e se dovremo aggiungere qualcuno, dovrà essere funzionale, altrimenti niente». Sta facendo di tutto per sbarcare alla Roma, Defrel. Dopo l’ammissione del tecnico del Sassuolo, Di Francesco («Non è sereno in questo periodo per tutto quello che si dice») – che l’ha fatto partire dalla panchina contro il Pescara – è Giovanni Carnevali, ad degli emiliani, ad ammettere: «Noi non vorremmo cedere Defrel, ma vediamo». Un’apertura che è sempre più colorata di giallorosso, con l’attaccante a spingere parecchio per trasferirsi alla corte di Spalletti. «Non commento – fa melina Baldissoni – dico solo che se qualcuno arriverà, dovrà essere pronto».










