
Il presidente giustifica la sua assenza a Roma da diversi mesi: «Nell’ultimo anno, se non sono stato a Roma quanto avrei voluto, è perché ho trascorso molto tempo con architetti, professionisti del settore edile, del design e della finanza. Cosa faremo per la ristorazione? Chi gestirà le vendite e che sistema di ticketing utilizzeremo? Molte di queste cose hanno luogo a Boston, altre a New York e alcune persino a Londra. Molte delle persone con cui parliamo vivono in queste città. Mi manca Roma ma non posso farci molto perché il lavoro non si sta concentrando esclusivamente sullo stadio ma anche su alcuni ruoli che stiamo cercando di definire. Il progetto dello stadio e del complesso circostante sono incredibili. Tutte le persone che l’hanno visto sono rimaste colpite».
L’attesa dell’approvazione del progetto coinvolge tutti i dirigenti. L’amministratore delegato Gandini ha studiato il dossier: «E’ uno dei più importanti, se non il più importante, progetto dell’Europa meridionale nei prossimi cinque anni. Ovviamente essendo in Italia stiamo attraversando diverse difficoltà di natura burocratica e amministrativa, ma il progetto sta arrivando nelle fasi conclusive dell’approvazione». Il direttore generale Mauro Baldissoni ha seguito tutto l’iter istituzionale: «Al momento ci troviamo nella fase finale dell’approvazione a livello regionale. Abbiamo fatto un grande passo in avanti nel processo di autorizzazione amministrativa e ci aspettiamo che l’iter venga completato entro marzo».










