
Così il capitano giallorosso ha abbandonato i suoi propositi e, come fa ogni giorno da una trentina di anni, ha preso la borsa con gli scarpini ed è andato a Trigoria ad allenarsi, e poi a festeggiare con gli amici di tutti i giorni: il papà Enzo, soprannominato «lo Sceriffo», ha portato la torta e la pizza (con porchetta) per compagni di squadra, allenatore, ma anche per i dipendenti del centro sportivo che lo hanno accompagnato in tutti questi anni. Un esempio di longevità che ha pochi eguali, il cui segreto è spiegato dallo stesso Totti. «Non so come ho fatto ad arrivare a questo punto — ha detto a Sky —, forse perché non ho vizi, sono integro. La voglia e la passione sono intatte, e intendo divertirmi ancora: ma an- che la testa è decisiva».
Voglia, passione, divertimento: tutti elementi che hanno reso unica la sua carriera, come la sua decisione di rimanere per sempre in giallorosso. «L’esordio è stato il giorno più bello della mia vita, ma in passato sono stato molto vicino a vestire la maglia del Real Madrid. Poi la mia famiglia, i miei amici e il mio cuore mi hanno aiutato a riflettere. Ho avuto dei dubbi anche prima di firmare il mio penultimo contratto».
Totti ci tiene a togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe, rispondendo ad alcune delle leggende metropolitane che ci sono sempre state intorno al suo nome. «Ho sempre fatto parte del gruppo e rispettato tutte le regole, remando dalla stessa parte della società. Ho sempre guardato tutti a testa alta, non ho mai cacciato un allenatore, né mai brigato per farlo licenziare. E non ne ho mai scelto uno».
Il capitano ha voluto ringraziare tutte le leggende del mondo dello sport — da Usain Bolt a Leo Messi, da Alex Del Piero a Bobo Vieri passando per Rafa Nadal e Diego Armando Maradona — che hanno avuto un pensiero per lui. «Un tributo così non me lo sarei mai aspettato. Ringrazio i miei colleghi, gli altri sportivi, icone mondiali che mi gratificano tanto. Messi ha detto che vuole vedermi giocare altri due anni? (ride, ndr) Non so se potrò accontentarlo, lui è un fenomeno anche fuori dal campo. Dei romanisti del passato mi sarebbe piaciuto giocare con Falcao e Cerezo».
In attesa di sapere se la sua carriera proseguirà oltre il prossimo 30 giugno, Totti si concentra su questa stagione, e sui tifosi. «Il mio sogno — ha aggiunto al sito internet della società — è segnare un gol nella finale di Europa League. L’amore per i tifosi della Roma non finirà mai, saranno pure stanchi di sentirmelo dire: spero che possano vedermi per un altro po’ di tempo».










