
Le reti della rimonta portano la firma di Florenzi e Manolas, mentre, su un Olimpico che ogni tanto fa da cassa di risonanza a dei cori di contestazione contro Pallotta, aleggia il fantasma di Strootman, appena venduto al Marsiglia. «È stata una decisione presa tutti insieme, da giocatore, società e allenatore – prova a spiegare Monchi – non voglio entrare nella questione tecnica, tattica ed economica. Chi è della Roma è anche perché lo vuole, a nessuno viene puntata una pistola alla testa per dire ‘Vai via’. Kevin lo scorso anno ha giocato 42 partite, è un calciatore forte e non possiamo dimenticarlo. Lo ribadisco, è una scelta fatta da tutti». Strootman ha lasciato ieri mattina la capitale per trasferirsi a Marsiglia, mentre Di Francesco ridisegnava immediatamente il centrocampo, stravolgendolo poi di nuovo nella ripresa, ieri sera, metttendosi con un 4-2-3-1: fa il suo esordio Nzonzi, subito accanto a De Rossi, con Pastore trequartista alle spalle di Dzeko, con Under e Kluivert esterni.
Costretto a uscire in anticipo, Florenzi (al suo posto entra Schick e la Roma si è messa con la difesa a tre), preoccupato per un fastidio al ginocchio sinistro, da verificare le sue condizioni in vista della partita di venerdì. Perché la Roma non avrà troppo tempo per rifiatare, giovedì dovrà partire per Milano dove, la sera successiva, affronterà il Milan nella terza di campionato. Ha intanto funzionato bene la prima volta dei palchetti “lanciacori”, grazie al buonsenso degli steward che hanno fatto accedere i tifosi ai palchetti senza la necessità di identificarli. Gli ultras, constatato che non si controllassero precedenti o documenti, li hanno tranquillamente utilizzati.










