
La Roma con l’Atalanta, il Milan, il Chievo, il Bologna e la Spal era ed è da prende’ a mozzichi, è stato detto, è anche giusto ricordarselo, ma adesso non c’entra niente con il furto di Firenze. Il fallo di Simeone su Olsen – è stato fischiato un rigore perché Simeoni/Simeone è saltato in alto sullo zigomo di Olsen (ci aspettiamo una multa salatissima per il buon Robin, dopo quella presa da Dzeko per aver subito un fallo da rigore non fischiato a Napoli) non ce l’hanno dato per le cessioni, le plusvalenze e tutte quelle storie di milioni e campioni che hanno davvero rotto i coglioni. Domani ognuno riprenda le proprie parti e le proprie convinzioni, i propri tweet e scriva con la vernice sui cartelloni ma adesso stringetevi attorno alla Roma.
Ieri ha pure giocato bene, pure. Ieri meritava di vincere, ieri non aveva niente della squadra senza senso e supponente senza motivo della Spal, del Bologna, del Chievo e così via a ritroso fino al primo tempo horror con l’Atalanta. Ma non è nemmeno questo. È che è una cosa nostra la Roma e non va trattata così; è ciò che ci permette svago o investimenti pure più grandi in termini di sentimenti, ed è una cosa che va rispettata. Mi dà fastidio pure solo a chiamarla “cosa” la Roma. La Roma. E i suoi tifosi. I quasi tremila di ieri a cui giustamente (finalmente) ieri Monchi si è sentito in dovere di parlare “per loro”. Per la Roma. (…)
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