L’invito alla chiarezza, in questo caso, contemplava un velato atto di accusa. O, per meglio dire, una vigorosa spinta a scegliere un percorso diverso. Il messaggio che Gian Piero Gasperini martedì sera ha spedito alla Roma, dal tandem Ricky Massara-Claudio Ranieri in su, non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. Se il mercato porta a Trigoria (solo) ragazzini di belle speranze e non giocatori fatti e finiti, va detto con estrema sincerità che l’obiettivo del club non è (più) la zona Champions bensì la valorizzazione delle giovani risorse. Eccolo, il senso delle parole del tecnico. Che, decodificate, possono essere così sintetizzate: se mi date (solo) i ragazzini, non chiedetemi grossi risultati sportivi. (…)
GPG non ha cercato alibi preventivi ma ha semplicemente sottolineato l’esigenza di trasparenza da parte della proprietà/dirigenza. Non ha criticato niente e nessuno: ha chiesto sincerità. E, indirettamente, acquisti di spessore. Chi gli rinfaccia di essere un incontentabile, di non perdere mai occasione per alzare (stavolta neppure tanto, a dire il vero) la voce, per lamentarsi di tutto e tutti dovrebbe ricordarsi che la Roma a gennaio ha giocato quattro partite senza un solo rinforzo in campo. Nonostante i suggerimenti di Gasp risalgano a mesi e mesi fa. E che, anche per questo, è fuori dalla Coppa Italia. La favola di Antonio Arena è bellissima ma paradossalmente è legata a casualità: (…).
Questo non significa non godersi la prodezza dell’ex Pescara: significa soltanto non cadere nell’errore di esagerare in chiave futuro. Perché un ragazzino di 17 anni scarsi ha bisogno di giocare e di migliorare senza alcun fardello sulle spalle. Possibilmente allenandosi ogni giorno accanto a uno del mestiere. Se mai, va fatta una riflessione diversa: non appena Gasp ha messo un centravanti, anche se minorenne e un po’ spaesato, la Roma ha pareggiato. Questo significa che, tra assenze forzate e mancati colpi sul mercato, la faccenda è (era?) davvero seria.
Domenica, quando la Roma giocherà in casa del Toro, Gasperini potrà contare su uno, due volti nuovi, lì davanti: finalmente, verrebbe da dire. Meglio tardi che mai. Ma anche sul conto di Robinio Vaz non è il caso di correre con la fantasia o di collezionare aspettative smodate. Sennò si correrebbe il rischio di bruciare un talento. Roma è città perfetta per esaltare o mortificare chiunque, giocatori maturi, aspiranti campioni o mezze vecchie glorie: (…).
La deludente partita di coppa Italia contro il Torino ha certificato che la Roma dovrà terminare la stagione lottando soltanto su due fronti e che non sa/non riesce a pareggiare. Tra campionato e coppe, mai una “ics”. Così come vanno registrate le 10 sconfitte stagionali (7 in campionato, 2 in EL e una in CI): tante, troppe. Al di là della miglior difesa e del peggior attacco (tra le prime della classe) in Serie A, e pure di una rosa incompleta. C’è ancora qualcosa di irrisolto, nella Roma di Gasp. (…)
FONTE: Il Corriere dello Sport – M. Ferretti











