
I NOMI Il resto è allora una casella che si libera, in quell’obbligato processo di entra ed esci che vige a Trigoria. Spalletti ha bisogno di un centrocampista che entri nelle rotazioni di centrocampo con De Rossi, Strootman e Paredes, molto più che con Nainggolan che nelle idee spallettiane lavora da trequartista moderno. Sono due i nomi che alla Roma sono segnalati in rosso da diverso tempo. Lo sa anche il d.s. Ricky Massara che il suo predecessore Walter Sabatini ha seguito a lungo con interesse Tomas Rincon, venezuelano del Genoa. Proprio nell’ultima settimana di mercato la pista pareva pure diventata concreta, prima che Trigoria si «distraesse» alla ricerca di Wilshere. Non solo Rincon, però. Perché l’altro nome tenuto in grande considerazione è quello di Pedro Obiang, spagnolo di origine guineane, un passato alla Sampdoria e oggi in Premier League, al West Ham. Sta riguadagnando posizione nella considerazione del tecnico Bilic, dopo un inizio un po’ così. Ma a gennaio potrebbe tornare in Italia.
DE ROSSI RESTA In Italia dove resterà ancora Daniele De Rossi. L’azzurro è in scadenza di contratto, lo sa la Roma e pure qualche altra società – leggi la Juventus – che ha fatto bussare alla porta del centrocampista. È solo questione di tempo, un paio di mesi o giù di lì. Ma la via è tracciata: all’inizio del 2017 De Rossi firmerà il rinnovo con la Roma. La formula – una stagione ancora o due? – sarà oggetto di discussione neppure troppo lunga: sul futuro c’è aria di sintonia totale tra le parti. Non è ancora l’ora, invece, per Strootman e Nainggolan. Il primo aspetta di allungare l’accordo in scadenza 2018. Sul belga, invece, siamo fermi alla richiesta di aumento respinta dalla società. Non arriverà un rinnovo, ma una sorta di premio che non vada a toccare la base fissa dell’ingaggio.
DOPO L’INCIDENTE In fondo, questi qui sono problemi che sfiorano Spalletti, molto più preoccupato di far correre la Roma. Ieri a Trigoria il tecnico ha avuto modo di tornare con Peres sulla questione dell’incidente notturno: caso chiuso, giurano a Trigoria. Al netto della multa inevitabile per il brasiliano, un giochino semplice – questo – da sistemare.










