
Nel secondo tempo, dopo aver sofferto nel primo, i toscani hanno avuto le occasioni per segnare ma Gilardino, Pucciarelli e soprattutto Maccarone hanno dimostrato, con errori marchiani, perché l’Empoli è ancora fermo a 2 gol segnati. Con certi errori sarà difficile salvarsi, ma il segnale di una squadra viva c’è stato. La Roma era alla ricerca della quinta vittoria consecutiva in campionato e, dovendo affrontare Veseli, Bellusci, Costa e Pasqual, non sembrava un’impresa titanica. La vittoria della Juventus contro il Napoli, nel big match di sabato sera, aveva cancellato la possibilità di salire in testa alla classifica, dove i giallorossi mancano dal 28 ottobre 2015, ma aveva dato la chance di volare a +5 sul Napoli. Non si può dire che la Roma non abbia avuto occasioni — o che le tante assenze non abbiano pesato —, però resta un’impressione dal retrogusto amaro: venduto Pjanic e con Totti quarantenne (ieri assente per un risentimento al flessore della coscia sinistra), la Roma resta legata a filo doppio alle invenzioni di Perotti, soprattutto quando si affrontano squadre che si chiudono. L’argentino, che veniva da un infortunio muscolare, ieri ha giocato solo gli ultimi minuti e non ha potuto incidere. Il centrocampo con Paredes e De Rossi non ha mai avuto il cambio di ritmo necessario e Salah è incappato in una giornataccia. Prima della pausa per le nazionali la Roma affronterà in casa il Bologna (senza Destro e Verdi). Vincere è di nuovo un imperativo categorico, perché la Juve giocherà anche male, ma è a +4. E i treni non ripassano.










