
Se Spalletti ha imposto il pressing avanzato, in particolare di Nainggolan su Locatelli, altrettanto ha fatto Montella, ordinando a Bertolacci, al vero debutto stagionale (si era infortunato dopo 5’ alla prima giornata), di asfissiare De Rossi. La somiglianza del sistema di gioco (un 4-2-3-1 spurio, con Dzeko e Lapadula a battersi tra difensori in sovrannumero) ha prodotto equilibrio, anche se all’inizio tra le rispettive assenze (Florenzi, Salah e Totti contro Kucka, Montolivo, Bonaventura e Bacca) sembravano pesare di più quelle milaniste, per via dell’evidente imbarazzo nell’avviare l’azione. Ma il balzo di Donnarumma su diagonale di Dzeko ha indotto il Milan a raddoppiare subito l’attenzione e a spingersi oltrecortina. Col passare dei minuti sono emerse la compattezza di squadra e la creatività di Suso, che attirava palloni a sinistra, distraendo i custodi della zona centrale, su tutti il riabilitato Strootman. Nel primo corridoio utile Bertolacci ha offerto a Lapadula lo scatto letale, stoppato da Szczesny con un’uscita da rigore. Il portiere ha espiato con la magnifica parata sul piatto destro di Niang, recidivo dopo l’errore contro il Crotone a San Siro. Non di errore, ma di centimetri fatali, si può invece parlare per il diagonale a lato di Dzeko, dopo cavalcata tra Paletta e Romagnoli.
Prima dell’intervallo, una mossa forzata ha alterato l’equilibrio. L’infortunio dell’ondivago Bruno Peres, rimpiazzato da El Shaarawy con trasloco di fascia per Perotti, ha conferito alla Roma maggiore inventiva, inducendo il Milan ad accentuare inconsciamente la copertura. Non si è trattato soltanto di naturale inclinazione al contropiede: la graduale presa di campo ha permesso alla Roma di mettere di nuovo pressione ai pressati, come da paradigmatica azione vincente. Nainggolan ha catturato un rinvio, si è accentrato con Locatelli alle costole e ha inventato il sinistro dell’1-0. Montella avrebbe poi tentato di rimediare, con Luiz Adriano per Lapadula e Honda per Pasalic: invano, perché la situazione tattica era congeniale a Spalletti, vincitore finale del duello insieme a Nainggolan e a Szczesny .










