
BOMBER – Senza sosta, da domani al Milan, passando per il derby, la Roma si affiderà a Dzeko, che dovrà pure diventare «più cattivo», ma intanto con 15 gol da agosto a novembre è partito come mai gli era successo. Di testa o di piede, di destra o di sinistro, su azione o su rigore, Edin è diventato il punto fermo e della squadra e il suo entusiasmo può essere contagioso. Anche, se non soprattutto, per Salah: l’egiziano è il primo a soffrire per le tante occasioni sciupate tra Bergamo ed Europa League, ha voglia di riscatto e, è certo, i mormorii che si sono sentiti quando è stato sostituito contro il Viktoria Plzen gli hanno fatto male.
POCHI INTIMI – Per provare a riprendere la Juve Spalletti ha bisogno di lui, così come avrebbe bisogno dei tifosi, ma la situazione Olimpico a breve non sembra destinata a cambiare. Basti pensare che domani difficilmente si supereranno le 20mila presenze, e paradossalmente ci sarà più calore oggi al Tre Fontane, dove giocherà la Primavera e dove, soprattutto, ci sarà il rientro di Mario Rui, quattro mesi dopo l’operazione al crociato. Dalla prossima settimana il portoghese dovrebbe tornare ad allenarsi in gruppo e anche questo rientro potrà portare un po’ di entusiasmo, visto che era stato preso per sostituire Digne e fare il titolare.
FIDUCIA – «La vittoria con il Plzen — ha ribadito Juan Jesus — ci ha dato di nuovo convinzione, ma non dobbiamo più sbagliare l’approccio alle partite». In teoria non ci sarebbe neanche bisogno di spiegarlo, vista la posta in palio, in pratica è proprio sui limiti mentali della squadra che Spalletti dovrà lavorare. E in questo senso il rientro di un giocatore esperto come Vermaelen è un’altra buona notizia. Il belga domani potrebbe giocare qualche minuto (i titolari saranno ancora Fazio e Rüdiger), visto che Manolas rientrerà per il derby. Arrivarci con i tre punti ottenuti contro il Pescara non deve essere utile, ma necessario.










