
In realtà non bisognerà aspettare maggio per sapere: «A febbraio-marzo si parlerà con la società e si vedrà se ci sono i presupposti per continuare». Spalletti offre da bere il suo “bordocampo”, rosso al 70% di uve sangiovese e al 30% merlot, ma non si offre in pasto ai soliti giornalisti cattivoni: «Ricordatevi che l’ultima volta io avevo altri due anni di contratto, poi sono arrivato sesto e sono dovuto andar via (si dimise, ndr). Voi invece siete sempre gli stessi e siete quelli che avete massacrato chi poi è andato a vincere in Spagna e chi in Inghilterra (Luis Enrique col Barcellona e Ranieri col Leicester, entrambi diedero le dimissioni ndr)». «Lasciate stare Gerson – prosegue Spalletti – prendetevela con me che l’ho schierato allo Stadium. Ma vi dico che il ragazzo ha fatto esattamente ciò che gli avevo chiesto: zero a zero con Alex Sandro che non ha mai messo un cross. Poi il risultato è cambiato, lui è stato ammonito e ho deciso di sostituirlo. Ma ha il fisico per ricevere palla addosso e difenderla». Con tanti saluti a El Shaarawy: «Ha avuto un problema all’adduttore ma l’ha nascosto perché voleva giocare. È un ragazzo che va sostenuto un po’ caratterialmente e, in campo, ci sono delle piazzole che gli piacciono e altre no. Non gli piace giocare a destra, vuole palla sui piedi sull’esterno. Deve migliorare nella lotta e le sue qualità le fa vedere quando tira in porta col destro». Non annoia mai Spalletti quando parla di calcio. Ma stasera c’è da battere il Chievo per trascorrere le feste lassù e costruire il futuro della Roma.










