
Fu Sousa il 20 agosto 2016, prima giornata di campionato, a lanciarlo con sorpresa generale davanti alla Juve, allo Stadium. Federico non aveva ancora 19 anni e da quel momento si sono accesi i riflettori. Ha giocato in più moduli, ma quello che pare calzargli addosso come un vestito sartoriale è il tridente. Chiesa ha dimostrato di saper coprire la fascia, con una capacità aerobica fuori dal comune, ma Pioli ha deciso di avvicinarlo alla porta. Non è ancora una punta come il padre Enrico però in tanti sono convinti che nel suo destino ci sia un ruolo proprio da attaccante. Anche perché dal lato si accentra, meglio se parte da sinistra, per scaricare un destro violentissimo (il babbo è mancino). Federico ha un’ottima capacità balistica, di rado le sue cannonate finiscono fuori dallo specchio. Deve imparare ad amministrare i litri del serbatoio, fino a pochi mesi fa spesso finiva la gara in riserva.
SVOLTA A DESTRA – Pioli avrebbe voluto impiegarlo sempre a sinistra, ma l’arrivo di Pjaca ha dirottato Federico ancora a destra. Durante la gara, però, con Pjaca spesso invertono la fascia. Il tecnico viola resta convinto che a sinistra, rientrando sul piede più felice, possa arrivare intorno ai 13-15 gol a campionato. I suoi numeri però tornano comunque: intanto ha giocato 10 volte su 10 totalizzando 852 minuti (sostituito solo in 3 partite). Due i gol realizzati e fabbricato 2 assist (uno con l’Udinese e l’altro nasce dall’autogol di Skriniar provocato da un suo tiro). Federico ha provocato anche 2 rigori (Atalanta e Cagliari), senza dimenticare le punizioni che ha preso iun mezzo al campo anche perché di colpi ne prende tanti. In totale in Serie A ha messo dentro 11 palloni di cui 9 nella ripresa. Questo lo score di Chiesa, un calciatore di grande personalità nonostante abbia festeggiato da pochissimo (il 25 ottobre) i 21 anni. Non molla mai, non rinuncia a un duello, ha quella che gli argentini chiamano garra. Per la Fiorentina sarà un’impresa trattenerlo a Firenze.










