
I magistrati infatti volevano capire la natura dei rapporti tra Malagò e Parnasi: «Lo conosco da sempre perché conoscevo suo padre. La mia azienda di famiglia è presente nel mondo dell’automobile da molti anni e la famiglia Pamasi è da sempre nostro cliente. Pur avendo un’amicizia con lui, non 10 ho mai frequentato, lo vedevo sempre durante le partite allo Stadio ma non mi ha mai chiesto nulla ed io non gli ho mai chiesto nulla». «Si è rivolto a Luca Parnasi per ottenere una proposta di lavoro in favore del fidanzato di sua figlia?», chiedeva la procura. E Malagò: «Non ricordo precisamente se sono stato io a fare questa richiesta, non posso escluderlo ma comunque la proposta di un incontro da parte mia era un modo di dire, nel senso ho chiesto a Luca di fare una chiacchierata con G. che è un grande appassionato della Roma. Ma la cosa non ha avuto nessun seguito». I due si sarebbero conosciuti «al circolo». Malagò avrebbe detto al genero: «Devo vedere Luca Parnasi». Il numero uno del Coni aveva rivelato: «Si sono conosciuti, si sono scambiati il numero di telefono e si sono promessi di rivedersi in ufficio da Parnasi». Poi però la faccenda non si sarebbe mai concretizzata: «G. è andato, ma avendo lui un’azienda di famiglia, questo progetto non ha mai avuto un seguito». E anche per questo il ruolo di Malagò sembra essere definitivamente chiarito.










