Estetica e sostanza. Perché ha segnato a pochi passi dalla Sud con il cucchiaio, per di più sotto lo sguardo di Totti. E poi si è ripetuto con un gol a porta vuota. Malen ha scelto il modo più romantico per realizzare il suo primo gol all’Olimpico. Per la doppietta, invece, si è trasformato in un bomber cinico. “Una serata alla Van Basten? No, lui è stato un giocatore speciale”, ha detto l’olandese.
Adesso il suo bilancio parziale fa battere i cuori: è già a quota tre gol in quattro partite da quando è sbarcato a Trigoria, in una Roma che aveva un disperato bisogno di un una punta dal respiro internazionale dopo i continui problemi fisici (uniti a dei limiti tecnici) di Dovbyk e Ferguson.
Malen ha confermato di essere forte, mandando sistematicamente in tilt la difesa del Cagliari. Dossena, che lo marcava a uomo, ha passato probabilmente una delle serate più complicate della sua carriera, tra l’altro con un giallo lampo sul groppone. Il nuovo punto di riferimento offensivo capitolino è risultato imprendibile. Non solo nell’azione con la quale la Roma è passata in vantaggio, nata da un’intuizione di Mancini.
L’ex Aston Villa aveva una velocità diversa. Il primo tempo è stato impressionante. Oltre alla rete in stile Totti, si contano tante cose belle. Vedi la pressione che stava portando all’autogol di Caprile, il colpo di testa finito di poco sopra la traversa, il tiro a botta sicura salvato in extremis da Rodriguez e il poderoso scatto che ha bruciato la difesa sarda. Nella ripresa è calato leggermente, ma l’attaccante si è fatto trovare pronto sull’assist di Celik. È stato ancora una volta il più rapido. Di più. Lui sta brillando dove gli altri hanno fallito.
E sta anche riscrivendo la maledizione del numero 14, che nelle ultime stagioni è passata sulle spalle, tra gli altri, di Schick, Iago Falque, Krkic e Shomurodov. Un olandese con il numero 14 fa comunque rumore perché l’associazione con Johan Cruijff è automatica. Da qui a diventare una leggenda ce ne passa, però Malen è già entrato nel cuore dei tifosi della Roma.
FONTE: Il Corriere dello Sport – L. Scalia











