
Ma quali sono i tempi? Difficile fare un’ipotesi, comunque non brevi. Di solito una consulenza tecnica che deve ricostruire episodi relativi all’incolumità pubblica – gli ingegneri hanno fatto i sopralluoghi e a breve la procura ne affiderà una – necessita di un periodo lungo: almeno 90 giorni. È ovvio che per l’intero lasso di tempo la stazione sarà sotto sequestro. Quindi la palla passerà all’azienda di via Prenestina, che avrà il compito di rimpiazzare la struttura danneggiata con altre nuove di zecca. Un’inezia, quindi, le due settimane appena trascorse senza poter usufruire della stazione di piazza Esedra.
Proprio due giorni fa, tra l’altro, il trasporto pubblico sotterraneo ha dovuto subire un ulteriore duplice intoppo: le fermate Manzoni e Baldo degli Ubaldi della metro A sono rimaste chiuse per dei guasti agli impianti di stazione, in seguito alle forti piogge che hanno causato infiltrazioni d’acqua. I treni transitavano ma senza fare fermate. Con buona pace dei passeggeri. Tornando all’inchiesta sul crollo il pm Francesco Dall’Olio e il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia stanno indagando con l’ipotesi di reato di disastro colposo e lesioni. Ancora incerto il motivo, se si tratti di una rottura di un pezzo meccanico, forse un gancio, o se sia stato un agente esterno a provocare il cedimento, gli stessi tifosi “che saltavano”, come trapelato in un primo momento. Fatto sta che dopo i primi sopralluoghi sono stati acquisiti i video interni della stazione e i filmati pubblicati pochi minuti dopo l’incidente dagli stessi supporter. In particolare, in uno si vede la scala accelerare più rapidamente del consueto, e i passeggeri cadere a terra sull’ultimo gradino ( ma non saltare). Proprio questa voce, infatti, è stata poi smentita da alcuni testimoni presenti sul posto.










