
LA SCELTA – A meno che non sia il prefetto Paola Basilone a decidere autonomamente, dopo aver sentito il parere del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. A spingere per un anticipo all’ora di pranzo della stracittadina c’è il referendum costituzionale, che si svolgerà nello stesso giorno, con le forze dell’ordine impegnate anche a garantire il regolare andamento delle operazioni di voto. Ma c’è anche il precedente del 2013: allora la coincidenza della finale di Coppa Italia con il primo turno delle elezioni amministrative venne additata come una delle cause della bassa affluenza alle urne.
IL CAMPIDOGLIO – Si allontana, per il momento, la rimozione delle barriere che dividono in due le curve dell’Olimpico. Ieri della vicenda si è occupata la commissione sport dell’assemblea capitolina: «La gestione dell’ordine pubblico non ricade tra le attribuzioni del Sindaco, ma della Prefettura e della Questura, le quali sottolineano maggiore facilità nella gestione dell’ordine pubblico e il calo dei reati nel corso degli eventi sportivi – si legge nel comunicato finale – Da quando sono state fissate le barriere divisorie, l’indicatore della sicurezza si è sollevato di parecchi gradi. I risultati sono stati evidentemente positivi, facilitando il lavoro degli agenti e rendendo l’ambiente più sicuro per gli stessi tifosi». Per ora, quindi, si lavora sull’ipotesi di tenere aperti più spessi i varchi presenti nelle barriere, come successo per l’incontro di rugby tra l’Italia e gli All Blacks neozelandesi.










