
Sono le banche, in realtà, a proporgli da mesi il coinvolgimento di investitori interessati all’affare. Ora resta da definire se attivare solo dei mutui pluriennali (come da project financing già stilato e partito col primo prestito da 30 milioni di Goldman Sachs per coprire i costi di progettazione), oppure far coincidere il prossimo aumento di capitale di Stadio Tdv Spa, la società creata ad hoc per lo stadio e al momento detenuta al 100% dalla Neep a sua volta totalmente controllata da Pallotta e i suoi soci americani (a proposito: Raptor ha venduto ad As Roma Spv Llc il suo 9%), con l’ingresso di un nuovo partner. Si dovrebbe comunque trattare di un socio di minoranza, visto che il contratto firmato con l’allora sindaco Marino lega la proprietà dello stadio a quella del club, salvo far scattare una penale da 195 milioni. A Londra voleranno anche l’ad Gandini e il dg Baldissoni, mentre è in dubbio la presenza del «consulente» Baldini. Sono giorni cruciali anche per il bilancio del club: ai primi di ottobre il cda approverà l’esercizio chiuso allo scorso 30 giugno, ancora in perdita, ma secondo le stime il «rosso» si sarebbe attestato a circa 15 milioni rispetto al -38 dei due anni precedenti. Un bilancio che rispetta quasi del tutto l’accordo fatto con l’Uefa e che verrà portato in assemblea a fine ottobre. Sul piano economico, la società deve stabilire come coprire la perdita di esercizio riportata a nuovo dall’ultimo bilancio essendo scattati i presupposti dell’articolo 2446 del Codice Civile (capitale inferiore a un terzo delle perdite): o verrà varato un nuovo aumento di capitale in As Roma – che Pallotta eventualmente dovrebbe onorare senza l’aiuto di nuovi soci – oppure verranno sfruttate le risorse di patrimonio.
Insomma le ombre cinesi finora restano tali, a differenza di quanto accaduto a Milano. Mentre Suning sta già gestendo l’Inter, sull’altra sponda dei Navigli c’è grande fermento per l’ingresso del gruppo Sino Europe. Bloomberg e il quotidiano cinese Caixin mettono in dubbio la veridicità delle garanzie finanziarie fornite a Berlusconi, ma anche in questo caso sono fioccate le smentite (sia Fininvest che il gruppo asiatico) e il pagamento della caparra da 100 milioni viene considerato la prova provata di una cessione ormai fatta. Ancora pochi mesi e gli eventuali bluff saranno scoperti.










