
CARICA ALISSON – «Non vogliamo vincere solo lo scudetto, ma anche l’Europa League e chi la snobba è un perdente», ha detto ieri Alisson al match program della società. La sconfitta di Bergamo, quindi, non sembra aver intaccato i propositi dei calciatori, a cui però adesso i tifosi chiedono meno parole e più fatti. A partire da domani, quando all’Olimpico ci sarà il Viktoria Plzen. Vincere vorrebbe dire chiudere la pratica col primo posto nel girone («possiamo e dobbiamo farlo», le parole di Spalletti al sito Uefa), col pareggio invece la trasferta in Romania, in chiave primo posto, avrebbe ancora valore, e a Trigoria tutti vorrebbero evitarlo.
CASA DOLCE CASA – Dalla Coppa al campionato: tolta la partita contro la Juve del 17 dicembre, la Roma giocherà sempre all’Olimpico. Ufficialmente c’è anche il derby da disputare fuori casa, ma sarà un altro appuntamento tra le mura amiche. Dove la squadra si trova più a suo agio, avendo fatto bottino pieno in campionato (20 gol fatti e appena 4 subiti), mentre in Europa sono arrivati un pareggio (con l’Austria Vienna), una sconfitta (col Porto) e una vittoria, contro l’Astra Giurgiu. Adesso all’Olimpico ci saranno Pescara, Milan e Chievo (tre notturne) e Spalletti cercherà di mantenere il trend positivo che va avanti da quando è tornato a Trigoria: da gennaio infatti, in Serie A, la Roma ha sempre vinto tranne in due occasioni, contro Inter e Bologna.
POCHI INTIMI – Un ottimo ruolino di marcia, quello dei giallorossi, che fa da contraltare a uno stadio sempre più vuoto: i gruppi organizzati non entrano da più di un anno per protesta contro le barriere, ma anche negli altri settori, tra parcheggi difficili da trovare, costi dei biglietti alti e sfide europee non proprio di primo livello, non è che si stia meglio. Domani l’ennesima conferma del trend: all’Olimpico ci saranno appena 10mila spettatori, di cui circa 1.000 del Viktoria Plzen.










