
Per Pallotta infatti un socio di peso sarebbe il benvenuto per accompagnare la costruzione dell’impianto che sorgerà a Tor di Valle. “Dobbiamo avere un investitore per la realizzazione dello stadio – aveva già spiegato Pallotta a Bloomberg -. La Roma farà un aumento di capitale sia internamente che esternamente per un partner strategico”. Aumento di capitale che non riguarderà la Roma, quindi, ma la holding che è a capo del progetto e che sarà proprietaria dello stadio. Si attende al riguardo l’ok da parte delle Conferenza regionale dei servizi che da poco ha iniziato a valutare il progetto e ha 180 giorni per espletare l’attività. L’auspicio di Pallotta è quello di veder iniziare i lavori nella zona di Tor di Vallegià a marzo, mentre l’inaugurazione dovrebbe avvenire nel 2019. Il 18 maggio Goldman Sachs International Bank ha messo a disposizione di Stadio TDV Spa (la società deputata alla gestione e al finanziamento del progetto del nuovo impianto) un ammontare massimo pari a trenta milioni di euro. La banca d’affari statunitense, dunque, affiancherà la Roma nella costruzione dell’impianto di Tor di Valle.
Proprio l’avvio dell’iter amministrativo in ambito regionale, ha spinto Pallotta ad accelerare la ricerca di risorse per il “cantiere”. In particolare, durante la scorsa settimana, il patron giallorosso avrebbe presentato una richiesta di finanziamento di 300 milioni di euro a banche di profilo internazionale. Richieste per le quali al momento non risultano esserci stati riscontri positivi. I dubbi sulla fattibilità dell’operazione infrastrutturale e urbanistica da oltre un miliardo di euro peraltro sono destinati ad aumentare presso i potenziali finanziatori dopo la decisione del sindaco di Roma Virginia Raggi di togliere l’appoggio alla candidatura olimpica, proprio per il rischio di speculazioni immobiliari.










