
L’allenatore, a dirla tutta, è andato pure oltre: archiviando la polemica con Francesco e consorte (che l’aveva definito «Piccolo uomo») con due regali: «Per Francesco una Delorean, la macchina del tempo di “Ritorno al futuro”. Ma anche un pensiero per la tua splendida signora: un 45 giri, “Piccolo uomo”, un vecchissimo pezzo di Mia Martini al quale ero molto attaccato e che lei mi ha ricordato». Pensiero acquistato da un collezionista a tempo di record ma poi non consegnato di persona ieri sera alla bella”nemica” Ilary: «Era solamente un gioco». Agli altri ha fissato il coprifuoco per le una. Forse il rituale di compleanno a cui Francesco è più legato s’è consumato come capita spesso a Trigoria: alle 11 della mattina il papà Enzo varcava il cancello, portandosi dietro qualche teglia di pizza bianca e una porchetta intera, da affettare, insieme alle bollicine per il brindisi. Per i calciatori, ma pure per staff e addetti vari. Il regalo migliore per un 40enne che ha tutto e a cui manca l’unica cosa che non può comprare: il tempo. «Se potessi regalarmi qualsiasi cosa? Sceglierei di ritornare a dieci anni fa. E magari di segnare un gol in finale di Europa League». Si commuove pure, in quella convulsa giornata di Trigoria in cui ogni tanto qualcuno lo chiama per mostrargli un video messaggio, un’altra testimonianza di affetto. Quella di De Rossi lo scioglie in lacrime: «Ti ricordi quando eravamo pischelli? single e belli come il sole. Ora tu c’hai 40 anni e io sto co’ Peppa Pig». Il passato è quel Real a cui disse “no” nel 2002. Presente e futuro sono Roma: «Perché della città mi piace tutto, pure i posti brutti. Che non ci stanno».










