
Sono invece stati identificati ben 500 giallorossi che poi sono stati fatti salire sugli autobus nell’area di prefiltraggio all’esterno della curva. Nel pre-partita non erano stati registrati tafferugli, la città era stata blindata e due elicotteri hanno sorvegliato l’intera zona già dal primo pomeriggio. Non è bastato e c’era da aspettarselo. L’anno scorso la trasferta era stata vietata ai romanisti (ipotesi rivalutabile in futuro), che non sono isoli «nemici» dei bergamaschi: anche Cagliari e Inter di recente hanno subito lo stesso trattamento con divieti annessi. Persino un’amichevole con il Como ha richiesto la curva ospiti chiusa. Dalla Sud ieri, durante il match, è volata una torcia verso il settore confinante, dove si trovavano molti tifosi della Ternana, che non nutrono molta simpatia nei confronti dei romanisti e hanno lanciato loro oggetti nel corso della sfida. Dalla curva giallorossa sono partiti anche dei fumogeni dopo il gol di Perotti ed è dovuto intervenire De Rossi a mani giunte per riportare la calma. Tra gli striscioni esposti è apparso un «subumani» e «la Dea è un trans». Tutt’altro che profetico era stato Baldissoni nel pre-gara: «Non credo sia un test per i nostri tifosi, che hanno frequentato tutti gli stadi senza creare problemi. Come all’Olimpico. Le barriere non sono da società civile. Dobbiamo dimostrare di rispettare le regole, chi non lo fa deve essere escluso, gli altri no». Altro tema d’attualità è il nuovo stadio: «Il nostro processo è in fase avanzata e ci aspettiamo di portarlo a termine. È il primo test reale dell’applicazione Delrio sugli stadi».










