
Il Cesena, che aveva eliminato Empoli e Sassuolo, esce a testa altissima. Ha sofferto solo per una parte della ripresa, ma ha risposto sempre colpo su colpo. Il gol del pareggio, dell’intraprendente Garritano, è stato un po’ casuale (Manolas e Alisson si tamponano goffamente) ma del tutto meritato. Sembra incredibile che questa squadra possa essere terzultima in serie B. Camplone, che aveva studiato Giampaolo, ha chiesto e ottenuto il pressing alto finché la sua squadra ha avuto fiato. Senza Salah a scatenare il contropiede la Roma non ha lo spauracchio per queste situazioni. Per tutto il primo tempo è sembrato che la Roma volesse evitare il doppio derby di semifinale, con il suo strascico di tensioni e veleni. Rodriguez è stato pericoloso prima di testa e poi di piede, Perotti si è infortunato presto (muscolare), Manolas e Paredes sono sembrati frastornati dalle voci del mercato appena chiuso. Nell’intervallo Spalletti è corso ai ripari, mandando in campo Nainggolan al posto di Juan Jesus, per dare uno choc a una squadra completamente piatta. Linea a 4 in difesa e più aggressività.
Dzeko, come spesso gli capita, ha sprecato qualcosa di troppo, ma ha poi timbrato il gol numero 22 in stagione, su assist di El Shaarawy (unico spunto del Faraone in tutta la gara). Sembrava fatta, ma l’errore tra Manolas e Alisson ha aperto la porta a Garritano e a quelli che sembravano supplementari inevitabili. L’ultima idea l’ha avuta Nainggolan, che ha servito in profondità Strootman. L’olandese ha colpito, Agliardi non è riuscito a frenare in tempo e l’arbitro ha deciso per un rigore troppo severo per la situazione reale. La Roma l’anno scorso fu eliminata dallo Spezia, condannando Garcia. Questa volta è stata più fortunata e può ancora sperare di conquistare il primo titolo dell’era americana.










