
Insomma, il ponte della Roma, pur essendo atteso da 30 anni, sarebbe realizzato solo un paio di chilometri dopo quello dei Congressi e, quindi, divenuto superfluo, può essere cassato. A questo punto, ai tifosi che vogliono recarsi nella nuova «casa» giallorossa rimane, almeno fino a realizzazione del Ponte dei Congressi, solo la via del Mare, allargata e unificata dal Raccordo Anulare allo Stadio. Di fatto, per chi non proviene dal GRA, o si incolonnerà pazientemente da viale Marconi verso Tor di Valle oppure con la Roma-Fiumicino dovrà arrivare fino al Raccordo e uscire, in direzione centro, sulla via del Mare. Anche perché la diramazione metro B tramonta e si andrà verso il co-finanziamento della ristrutturazione della Roma-Lido. Che, però, non sarà operativa prima del 2022: la Regione stima in un quinquennio il tempo necessario per rimettere a posto la linea e portarla alla frequenza di una vera metropolitana. A differenza della delibera Marino, però, che vincolava l’apertura dello Stadio alla realizzazione delle opere pubbliche, ora questo vincolo non sarà possibile apporlo dato che la realizzazione di Ponte dei Congressi e Roma-Lido – non dipendono più da Pallotta.










