
CONCORRENZA – Intanto l’alternanza sembra non turbare i due protagonisti. Szczesny è tornato alla Roma convalescente dopo l’infortunio dell’Europeo e ha impiegato qualche settimana per entrare in forma, mentre Alisson ha giocato titolare la prima partita stagionale ( a Oporto) e poi ha accettato il ruolo di riserva in maniera professionale: «Con Szczesny c’è un buon rapporto. Anche se non sto giocando molto, sono sereno» ha detto di recente ai media del suo Paese. Resta da capire cosa accadrà nelle prossime settimane, o nei prossimi mesi, considerando che Alisson è stato un forte investimento della Roma (8 milioni pagati all’Internacional di Porto Alegre per il cartellino) e che Szczesny viceversa appartiene all’Arsenal. Se la Roma ritiene che Alisson, già titolare della nazionale brasiliana (per usare la modalità comunicativa di Spalletti), possa essere la certezza del futuro, dovrà in qualche modo metterlo alla prova.
NUMERI – Difficile, oggi, paragonare il rendimento dei due perché Szczesny, voluto fortemente da Spalletti, ha giocato mediamente partite più complicate. E sarà titolare anche domani sera conrtro l’Inter. Però una cosa si può affermare senza timore: la scelta del portiere non ha inciso più di tanto sui risultati della squadra. Szczesny ha incassato 11 gol in 7 partite, alla media di 1,57 a botta; Alisson ne ha presi 2 in 3, quindi 0,66 a partita, giocando però contro Viktoria Plzen e Astra Giurgiu. Manca la controprova: quanti gol avrebbe preso Alisson se avesse giocato a Firenze, oppure contro la Sampdoria, per non dire a Torino dove Szczesny è stato forse il miglior romanista in campo?
ALLENAMENTI – Se a decidere il duello è davvero l’impegno durante la settimana, Spalletti può stare tranquillo perché entrambi lavorano in maniera molto professionale. Magari Szczesny si lascia ancora preferire sul piano della personalità, conoscendo anche meglio la Roma. Ma Alisson, dal suo arrivo, è migliorato tantissimo dimostrandosi molto affidabile. Se dovesse superare il compagno-rivale nelle gerarchie, potrebbe anche non farlo rimpiangere. Né in prospettiva né nell’immediato.










